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Chiesa della Natività di Maria Vergine La Chiesa Parrocchiale della Natività di Maria Vergine sorge nella parte alta del paese, in zona Vermonte, su un poggio a sud - ovest dell'antico Castello medievale e a sud - est rispetto al nuovo castello settecentesco, dimora della famiglia Sallier de la Tour sino ai primi anni del secolo XX.

Sulla Chiesa non si hanno notizie precise sino al XVIII sec. Ed i documenti dell’Archivio Parrocchiale partono dalla fine del XVI sec.

La notizia più antica è probabilmente quella contenuta nelle tasse sinodali versate nel 1252 in cui la Chiesa di Orio doveva pagare soltanto in natura ed era tassata per 4 stari di siligine.

Altra notizia risale al 1368 quando nel “Liber Decimarum” vengono elencate le istituzioni religiose sottoposte a tassazione.

Nell’ultimo gruppo di importanza viene citata la “Ecclesia Orii”: la Chiesa di Orio contribuiva, tra le Chiese della diocesi di Ivrea, con una imposizione fiscale pari alla decima parte del reddito lordo: 8 lire imperiali annue. Ciò conferma anche una certa povertà del centro.

Sappiamo che il termine “ecclesia” nel significato del tempo equivaleva a chiesa periferica dipendente da una istituzione religiosa più importante, nella fattispecie la Pieve di Candia, molto più antica. Solo nel 1777 verrà promossa prevostura indipendente con il primo parroco, Don L. Regolino. È ipotizzabile che attorno alla Chiesa si sia sviluppato il primo nucleo abitativo del paese, comprendente la Piazza Pubblica, il “Castrum” e la zona del Palazzo.

Sulla struttura architettonica della Chiesa anteriore al 1841 si possono ricavare notizie approssimate dalle descrizioni delle visite pastorali dal sec. XVII in poi: 1652, 1729, 1751 e 1879. vi sono poi le relazioni del Vescovo: quella del rettore G. Tommaso Motta del 1730 e quella del Parroco Don F. Sombrero del 1839 in cui lamentava che lo spazio (della Chiesa) non fosse più sufficiente a contenere più dei 2/3 della popolazione a quel tempo di circa 200 anime.

Nel 1841 vi fu quindi l’ampliamento della Parrocchiale con l’aggiunta di due navate laterali terminati anteriormente con cappelle circolari ricoperte da cupole. La facciata venne rimaneggiata stilisticamente ed in modo completo in forme neoclassiche dall’architetto Martinelli di Strambino. È quindi lecito pensare che non solo la struttura, ma anche le forme stilistiche fossero assai diverse nel periodo anteriore al 1841.

La piazza antistante la Chiesa era alberata e destinata ad accogliere la popolazione. Fino all’inizio del sec. XIX ospitò il cimitero prima del trasferimento nell’area di Santa Maria.l’ampliamento della Chiesa era costato lire 16.078,56 secondo la relazione del collaudo e della spesa del 29/08/1842 a firma di F. Martinelli.

Dall’inventario del 1741 del rettore G. Zanino si possono identificare ed analizzare i 5 altari:

1. Altare Maggiore “con icona di bosco ingessata a lato della quale vi sono due statue di bosco dei Santi Giuseppe e Pietro Martire. Di dentro di detta icona santa Maria e San Giovanni Batista con sua cornice”.

2. Altare del Rosario “con statua della Madonna con croce…di bosco indorati”.

3. Altare di Santa Spirito “icona ingessata e cornice indorata con quadro dentro il quale vi sono dipinti Maria Vergine et dodici apostoli”.

4. Altare di Sant’Antonio con “quadro coi Santi Barnaba, Grato ed Antonio”.

5. Altare del Suffragio “icona e croce di sopra il quadro dentro il quale v’ha dipinto il Crocifisso”.

Tra i vai oggetti artistici di proprietà della Chiesa della Natività, in maggioranza databili dall’inizio del XIX sec. In poi, sono degni di nota: il quadro di Santa Margherita presso l’Altare di San Giuseppe di Bartolomeo Mulattiero di Caselle di probabile inizio secolo XVII e da questo artista rimaneggiato nel 1832; la pala lignea sull’Altare del Rosario della seconda metà del Settecento a cura della Bottega degli Argentieri di Ivrea; la statua della Madonna dorata: la Madonna è forse databile alla prima metà del Seicento mentre il trono degli angeli sono di epoca barocca. Le corone, il rifacimento del Bambino, la doratura della statua e del trono furono commissionati allo scultore G. Virla di Ivrea nel 1810.

La Chiesa era inizialmente dedicata a San Giovanni il Battista e successivamente alla Natività di Maria. Restò unica Chiesa Parrocchiale sino agli anni Sessanta di questo secolo. La nuova Chiesa, dedicata al Cuore Immacolato di Maria, venne costruita nella parte bassa dell’abitato di Orio, secondo gli intenti del Parroco Don G. Cena.







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