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Chiesa di San Rocco DESCRIZIONE DELL’EDIFICIO E CENNI STORICI
La chiesa di san Rocco è una costruzione di eleganti linee tardobarocche, cui si aggiungono elementi architettonici ottocenteschi dovuti a successivi interventi edilizi.

Essa presenta una pianta ad aula absidata, con due cappelle laterali dotate di altari in muratura e stucco; è orientata con la facciata rivolta a nord e con l’asse longitudinale da nord a sud.

Al momento non è stata reperita documentazione di alcun genere che renda possibile una datazione certa della fondazione della chiesa. Sullo stesso sito, in precedenza, doveva trovarsi una cappella, sempre dedicata a San Rocco, nominata e descritta in una visita pastorale di Monsignor Ottavio Asinai nel giugno del 1652.

A. Bortolotti, in Passeggiate nel canavese, indica la data di consacrazione, 1883, senza tuttavia indicare le fonti di tale notizia.

ESTERNO
Di notevole interesse è la facciata laterizia, divisa in due ordini architettonici, con cornice sommatale mossa e sormontata da pignatte maiolicate,molto probabilmente provenienti da Castellamonte; essa, nell’ordine inferiore, è ritmata da lesene e dalle colonne laterizie predette che segnano l’ingresso, sul quale è posto il timpano modanato. Nell’ordine superiore, le lesene proseguono il loro sviluppo sino alla cornice più alta; sulle superfici parietali interposte,trovano posto le finestre di facciata, quattro edicole e un tondo centrale che accoglievano altrettanti affreschi, ora perduti tranne che nelle due edicole inferiori. Qui sono ancora leggibili il San Giovannino e San Carlo Borromeo, oggetto di recenti “restauri” approssimativi.

Probabilmente già sul finire dell’Ottocento, la facciata è stata in più punti ricoperta con uno strato di sottile intonaco su cui è stata dipinta la tessitura muraria laterizia. Tale soluzione venne forse adottata per mascherare il principio del fenomeno di degrado dei laterizi che ora colpisce in larga misura la parte inferiore della facciata e, sebbene in misura minore, anche la parte superiore.

Il portale di ingresso, di gusto barocco, è dotato di pannelli lignei scolpiti di buona fattura.

Il tetto dell’edificio è stato restaurato da alcuni anni insieme con il cornicione perimetrale.

INTERNO
All’interno lo spazio è caratterizzato da volumi ritmati ad lesene dipinte a finto marmo e da ampie aperture laterali, che dosano in modo equilibrato la luce, elemento caratterizzante l’architettura barocca.

L’interno non presenta apparati decorativi di grande rilievo; prima dell’ultima fase di restauri le pareti presentavano tinteggiature, eseguite in epoca recente. Le indagini stratigrafiche hanno fatto riscoprire alcune cromie che si ritiene fossero caratterizzanti quell’ambiente:

- il rosa, per le pareti;
- il color stucco, per le cornici, i capitelli ed i festoni;
- il giallo chiaro, per il fregio della trabeazione;
- il verde tenue, per le superfici dei sottarchi;
- il rosso cupo, per gli spicchi che sorreggono il capolino centrale.

Inoltre, tali indagini hanno messo in luce il vecchio disegno ed i colori delle finte finestre absidali, visibili al disopra del cornicione,; esse ci danno conto di come fossero stati realizzati i serramenti lignei originari.

Le lesene predette, anch’esse oggetto di più rifacimenti recenti molto diversi tra loro, sono state restaurate seguendo i disegni di quelle ritenute più antiche; analisi stratigrafiche condotte su di esse hanno fatto emergere al di sotto della superficie dipinta una finitura molto liscia, facendo supporre che vi fosse l’intenzione di realizzarle in stucco imitante il marmo.

Questi ultimi, molto ben conservati, nel corso degli ultimi restauri sono stati oggetto di una semplice pulitura delle superfici. Le due pale da altare su tela che li adornano raffigurano il “Trapasso di San Giuseppe” e “San Grato”.

La cantoria, di forme semplici richiamanti opere di gusto neoclassico, è stata oggetto di un intervento di recupero delle cromie originarie, anche nella parte inferiore del campanile, dipinta ad imitazione del parapetto ligneo per darne una continuità visiva su tutta l’ampiezza dell’aula.

Il pavimento è stato rifatto nei primi anni del dopoguerra con mattonelle di cotto, in sostituzione dell’antico rivestimento in quarzite di Barge bicroma, che sono state conservate soltanto nella bussola di ingresso.





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