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Impianti solari e fotovoltaici

In questo articolo intendiamo affrontare il tema degli impianti solari fotovoltaici che si inseriscono nelle diverse iniziative per ridurre i consumi di energia proveniente dalle fonti fossili (petrolio, gas, carbone) mediante l'utilizzo di fonti rinnovabili..

Gli impianti solari fotovoltaici sono impianti elettrici che consentono di trasformare l’energia solare incidente sulla superficie terrestre in energia elettrica, sfruttando l’effetto fotovoltaico e utilizzando materiali semiconduttori come il silicio.

Tali impianti sono costituiti da moduli fotovoltaici disposti opportunamente a favore del sole e da altri dispositivi (inverter, cavi batterie, misuratori, contatori….) che consentono di convogliare l’energia elettrica e di trasformarla opportunamente per consentire il suo utilizzo nelle diverse modalità previste.

Gli impianti fotovoltaici sono generalmente suddivisi in due grandi famiglie: impianti ad isola, o stand-alone, e impianti connessi alla rete elettrica.

La prima famiglia identifica quegli impianti isolati da altre fonti energetiche, che prevedono l’utilizzo di batterie di accumulo, deputate  a conservare l'energia raccolta in presenza di irraggiamento solare per permetterne un utilizzo differito nel tempo..

La seconda famiglia identifica gli impianti già serviti dalla rete nazionale che possono “iniettare” in rete la produzione elettrica risultante dal loro impianto fotovoltaico, opportunamente convertita in corrente alternata e sincronizzata a quella della rete.

La potenza nominale di un impianto fotovoltaico si misura con la somma dei valori di potenza nominale di ciascun modulo fotovoltaico di cui è composto , e l'unità di misura più usata è il chilowatt picco (simbolo: kWp).

Il totale dell’energia prodotta si otterrà moltiplicando la potenza dell’impianto per il numero di ore di irraggiamento solare nel corso dell’anno che varieranno in base alla località e che si possono desumere da apposite tabelle per fare delle valutazioni revisionali.(ovviamente il calcolo preciso si farà a consuntivo) 

La superficie occupata da un impianto fotovoltaico è in genere poco maggiore rispetto a quella occupata dai soli moduli fotovoltaici, che richiedono, con le odierne tecnologie, circa 8 m² / kWp ai I diversi moduli sono disposti su più file, opportunamente sollevate singolarmente verso il sole, in modo da massimizzare l'irraggiamento captato.

In entrambe le configurazioni di impianto, ad isola o connesso, gli unici  componenti disposti in esterni  sono i moduli fotovoltaici, mentre regolatore, inverter e batteria sono tipicamente disposti in locali tecnici predisposti.

La prassi vuole che gli impianti fotovoltaici vengano suddivisi per dimensione in 3 grandi famiglie, con un occhio di riguardo soprattutto a quelli connessi alla rete:

  • Piccoli impianti: con potenza nominale inferiore a 20 kWp;
  • Medi impianti: con potenza nominale compresa tra 20 kWp e 50 kWp;
  • Grandi impianti: con potenza nominale maggiore di 50 kWp.

 

Prendiamo gli impianti connessi alla rete e vediamo come possono usufruire degli incentivi che verranno erogati in "conto energia" (decreto ministeriale 19 febbraio 2007 e delibera authority 11 aprile 2007 e relativi allegati)

L'energia prodotta dall'impianto fotovoltaico viene convertita dall'inverter e immessa nella rete locale a bassa tensione.

Il primo contatore (contatore 1) posizionato dal gestore GRTN a valle dell'inverter, conteggia tutta l'energia prodotta dall'impianto, e riconosce al produttore, delle tariffe incentivanti per venti anni (il gestore paga tutta l’energia prodotta)

Queste variano a seconda della classe di appartenenza definita in base alla potenza, e in base alla tipologia di impianto:

1.    Impianto non integrato (es. impianto al suolo)

2.    Impianto parzialmente integrato (es. impianti a tetto aderenti alla superficie della copertura)

3.    Impianto integrato (es. pensiline con copertura  costituita da moduli fotovoltaici)

 La tabella di seguito sintetizza il valore dell’incentivazione (in euro) riconosciuta al variare della potenza e della tipologia di impianto:

Potenza P (kW)

Tipo Impianto

 

Non      integrato

Parzialmente integrato

Integrato

1 ≤ P ≤ 3

0,4

0,44

0,49

3 < P ≤ 20

0,38

0,42

0,46

P > 20

0,36

0,4

0,44

 

Hanno diritto ad una maggiorazione della tariffa del 5%:

 

 

  • impianti con potenza superiore a 3kW, appartenenti alla tipologia “Nessuna integrazione architettonica” che consumano almeno il 70% energia prodotta;
  • impianti i cui moduli fotovoltaici, in fase di realizzazione, vengono impiegati per sostituire pannelli di Eternit;
  • impianti appartenenti a soggetti pubblici in un comune con meno di 5000 abitanti.

I titolari di impianti installati a servizio di edifici o unità immobiliari, che hanno scelto di scambiare energia con la rete (regime di “Scambio sul posto”), hanno diritto ad una maggiorazione della tariffa fino al 30% se dopo l’installazione dell’impianto FV eseguono interventi di Efficienza Energetica producendo una Certificazione che dimostri la riduzione dei consumi (elettrici e termici).

 

L’energia prodotta viene ceduta al gestore locale (solitamente ENEL) e conteggiata dal secondo contatore (contatore 2) che rileva i KWh immessi alla rete. Si può immaginare la rete nazionale come una batteria di capacità infinita dove il produttore immette l’energia prodotta e quando necessita la preleva. Il vantaggio enorme di tale soluzione e’ che la rete nazionale non necessita di manutenzione e costi aggiuntivi dovuti alle perdite di carica e scarica della batteria e la sua sostituzione che avviene ogni circa 10 anni.

Il terzo contatore (contatore 3) cioè il normale contatore che si ha normalmente in casa  conteggia, il consumo energetico per i propri fabbisogni quando non vi e’ produzione di energia elettrica dall’impianto.

In sintesi il contatore 2 ha la caratteristica di misurare l’energia immessa nella rete Nazionale, mentre il contatore 3 quello di misurare il consumo.

Idealmente il secondo e terzo contatore dovrebbero essere condensati in uno unico dove l’energia immessa viene conteggiata a credito mentre se prelevata viene calcolata a debito. Per motivazioni puramente tecniche l’Enel sta optando per i due contatori distinti.

Le tariffe di cui allo schema precedente valgono per tutti quegli impianti che entreranno in funzione nel 2007, il decreto definisce altresì le tariffe che verranno applicate agli impianti che entreranno in produzione negli anni successivi al 2007 fino al 2010 compreso; in pratica ogni anno successivo al 2007 verranno applicate le tariffe dell’anno precedente ridotte del 2%.

L’Autorita' per l’energia elettrica ha definito le “Condizioni tecnico-economiche” del servizio di scambio sul posto dell’energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza nominale non superiore a 20 kW. ovvero definisce le regole attraverso cui viene regolamentato un contratto di scambio energetico tra il gestore della rete ed il produttore di energia rinnovabile.

In sostanza la delibera definisce che l’energia prodotta attraverso fonte rinnovabile e ceduta al gestore della rete verrà scontata sui consumi del produttore medesimo.

Facendo un esempio, una famiglia che attraverso il suo impianto fotovoltaico cede alla rete 3Kwh non pagherà al gestore 3Kwh assorbiti dalla rete.

Quindi il proprietario di un impianto fotovoltaico con potenza inferiore ai 20kWp al quale sia stato concesso l' incentivo in conto energia:

  • ha la possibilità di recuperare il capitale speso per la realizzazione dell' impianto durante gli anni di funzionamento dello stesso sfruttando l' incentivo statale erogato per venti anni dal GSE, in base a tutta l' energia prodotta dall' impianto;

 

  • Risparmia sulla bolletta elettrica, in base al meccanismo dello scambio; se produce tanto quanto consuma non paga nulla.

 

 

 

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