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Comune di Orio Canavese Piazza Tapparo, 1 |
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Torchio di Albana Il torchio a leva della Cascina Albana è legato alle attività agricole e vitivinicole facenti capo al “Castello di Orio” quest’ultimo costruito nella prima metà del XVIII secolo nelle vicinanze del castello medievale ora distrutto, in una splendida posizione panoramica che un tempo veniva chiamata “Regione delle Vigne”. Si tratta di un torchio consortile (versione antica di cantina sociale) di proprietà del Marchese Carlo Sallier de Il torchio, di tipo latino, sfrutta il principio della leva di II grado. Al Marchese Carlo Sallier de L’attività del teschio è proseguita fino all’inizio degli anni ’80. BREVE STORIA DEL TORCHIO A LEVA: DAL TORCHIO DI CATONE AL TORCHIO LATINO Conosciamo i torchi romani attraverso le descrizioni di Catone (234 – Si tratta di un torchio a leva di II grado in cui la pressione è esercitata dall’abbassamento della leva, costituita da una grossa trave di legno, imperniata ad un estremo e violentemente tirata verso terra a mezzo di corde mosse da un argano sistemato all’estremo opposto. Tale tipo, detto di Catone, durò inalterato fino al I secolo d. C., quando le corde e l’argano furono sostituiti da una lunga vite in legno collegata ad una grossa pietra e avvitantesi in una madrevite posta all’estremità libera della trave. La forza premente è naturalmente proporzionata alla lunghezza della trave che funziona da leva e al peso applicato alla vite. Questa macchina, relativamente costosa, offre il vantaggio non indifferente di un limitato impiego di manodopera (due o tre uomini) e di un notevole sfruttamento delle vinacce in quanto si possono ottenere con una leva di lunghezza complessiva di (dal Catalogo illustrato del Museo Martini di Storia dell’Enologia) |





